benessere

L’importanza del riscaldamento nell’attività  sportiva

 

Tutti ormai lo sappiamo: effettuare attività fisica almeno 4 volte a settimana aiuta a rimanere in forma e migliora la nostra salute. Bisogna però fare attenzione a svolgerla nel modo corretto per evitare spiacevoli infortuni. Infatti, ogni volta che si inizia un allenamento, è necessario effettuare una fondamentale fase di riscaldamento, prima generale, e poi più specifica, verso quei distretti corporei che si utilizzeranno in modo prevalente durante l’attività sportiva.

PERCHE’ E’ NECESSARIO IL RISCALDAMENTO?

Il riscaldamento è molto importante per evitare i traumi che possono essere contratture, strappi muscolari o lesioni alle articolazioni. Durante questa fase di riscaldamento infatti, il sangue inizia a fluire in maniera più sostanziosa verso i distretti coinvolti, cioè ai muscoli ma anche nelle zone di tendini e legamenti, garantendo così ai gruppi muscolari una maggiore elasticità. Inoltre il liquido sinoviale delle articolazioni inizia a scaldarsi permettendo una maggior flessibilità articolare e rendendo il movimento più agevole. Infine, il riscaldamento attiva dei particolari recettori presenti sui muscoli e sulle strutture tendinee.  Questi recettori hanno il compito di comunicare al cervello tutte le modificazioni che avvengono nel nostro organismo, come la lunghezza del muscolo, in modo tale che il nostro cervello abbia la perfetta percezione della posizione del nostro corpo dello spazio e metta in atto risposte adeguate. Attivando questi recettori si permette al nostro cervello di impedire movimenti repentini e improvvisi che possono causare traumi.

IL RISCALDAMENTO

Il riscaldamento consiste inizialmente in una attività blanda di tipo aerobico ovvero una serie di esercizi eseguiti in modo continuativo e a una frequenza media, in modo che il muscolo possa utilizzare l’ossigeno a disposizione senza dover attivare altre vie di produzione dell’energia. Non bisogna pensare che il riscaldamento debba essere effettuato solo per sport di tipo aerobico o di squadra, ma è assolutamente necessario anche durante sport anaerobici come il bodybuilding o il lavoro in palestra con i pesi. La durata del riscaldamento dipende da molti fattori, come dal tipo di sport che si deve svolgere dopo, ma non deve essere inferiori ai 15 minuti. Una volta terminata la seduta di lavoro aerobico, si devono svolgere esercizi a corpo libero per riscaldare determinate zone muscolari che si andranno ad utilizzare in modo prioritario durante l’allenamento.

Inoltre, una volta terminata la nostra sessione di allenamento o la nostra competizione, è bona norma effettuare una fase defaticante. Infatti i muscoli dopo l’attività fisica producono metaboliti come ad esempio l’acido lattico, quindi una fase defaticante post attività aiuta l’organismo ad eliminare le scorie, accelerando cosi i tempi di recupero.

STRETCHING

Un’ altra attività da svolgere durante una sessione di riscaldamento è lo stretching. Per stretching si intende una serie di esercizi che portano all’allungamento dei muscoli, in modo graduale, con lo scopo di dare elasticità al corpo. Questi esercizi stimolano infatti la produzione di liquido sinoviale, rinforzando le articolazioni e rallentando le calcificazioni articolari. Inoltre la muscolatura e le strutture tendine diventano più elastiche e quindi con una minor possibilità di subire traumi muscolari. Inoltre lo stretching facilita i processi respiratori ottenendo un miglioramento della circolazione sanguinea. Attenzione però che anche questi esercizi non devono essere effettuati a “freddo” poiché si potrebbero causare più danni che benefici. E’ consigliabile quindi associare lo stretching alla fase di riscaldamento sia prima dell’attività fisica ma soprattutto dopo, per allungare le fibre muscolari che hanno subito diverse fasi di contrazione durante l’allenamento.