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Odontofobia: cos’è e come superarla

 

Pinze, trapani, tenaglie, bisturi, scalpelli sono gli arnesi del mestiere del dentista e non sono certo tranquillizzanti, anzi spesso sono la causa principale dell’odontofobia, che altro non è che la paura del dentista e che in alcuni casi è talmente forte che scaturisce in una vera e propria malattia. Ma perché si ha paura del dentista? Si tratta di una paura ancestrale che trova la sua ragion d’essere nella paura di soffocamento e dall’invasività delle manovre, nelle esperienze negative subite o raccontate da altri, inoltre spesso le “operazioni” si svolgono in anestesia locale e il paziente vede ciò che accade e amplifica le prospettive di dolore, infine il mal di denti è uno dei dolori più insopportabili e tocca una parte particolarmente sensibile del corpo: non c’è dentista a Roma, Milano o nel mondo intero capace di non incutere alcun timore. Le statistiche rivelano che il 75% degli adulti ha paura delle cure dentistiche e il 10% soffre di odontofobia.

Quali sono i sintomi dell’odontofobia?

È importante fare una dovuta precisazione tra paura del dentista e odontofobia. La “semplice” paura del dentista è sostanzialmente una riluttanza a sottoporsi a determinate cure che possono essere dolorose, ma in caso di necessità, la paura viene superata a favore del proprio benessere. L’odontofibia, invece, è una sofferenza psicologica seria, un disturbo mentale che nei casi gravi impedisce a chi ne soffre di farsi curare preferendo il mal di denti.

La paura compare quando si è in presenza di un oggetto o persona che ricorda le cure odontoiatriche e si manifesta con aumento della sudorazione, ipersalivazione o il suo contrario, secchezza da stress. Fattori predisponenti all’odontofobia sono lo stress, l’ansia, la depressione e la “comorbilità”, ovvero la copresenza di altre fobie o disturbi psichiatrici. Talvolta l’abuso di alcol e droghe esaspera le fobie, inclusa quella per le cure odontoiatriche. L’odontofobia può essere “paralizzane” e indurre il paziente a rifiutare le cure. Chi soffre di odontofobia tendenzialmente:

  • Ha paura del dolore;

  • Ha una soglia del dolore molto bassa;

  • Tende a rimandare le cure o rifiutarle e il ritardo delle cure peggiora lo stato di salute con conseguente prolungamento delle terapie curative;

  • Prova vergogna nel mostrare il sorriso.

È provato che la paura nasce dall’immagine di subire la puntura anestetica o dalla vista degli arnesi che saranno introdotti nel cavo orale.

Come curare o superare l’odontofobia

I dentisti sono sempre più bravi nel confortare e calmare i pazienti che mostrano timore o riluttanza verso le cure odontoiatriche, ma l’odontofobico ha bisogno di ben altro che un sorriso rassicurante o parole gentili.

La sedazione e la somministrazione di tranquillanti è uno dei modi per invogliare l’dontofobo a farsi curare, ma spesso il problema è a monte. Uno studio del 2015 condotto dai ricercatori del King’s College di Londra ha dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale risulta molto più efficace nell’aiutare gli odontofobici a sottoporsi alle cure senza necessità di ricorrere alla sedazione. Ciò presuppone un ciclo di sedute psicoanalitiche che inducono il paziente a sviluppare strumenti di self-help nella gestione dell’ansia attraverso tecniche di rilassamento e nel razionalizzare i pensieri, le emozioni e i comportamenti. Questa terapia applicata a un campione di 130 pazienti (99 donne e 31 uomini) ha avuto come esito che il 79% è riuscito a sottoporsi alle cure odontoiatriche necessarie di cui il 6% ha accettato di farlo solo con la sedazione. La collaborazione tra paziente e dentista, infine, ha accelerato i trattamenti riducendo il numero delle sedute necessarie alle cure.

La terapia comportamentale abbinata alla sedazione, quindi, sono gli strumenti vincenti per superare l’odontofobia e creare un circolo virtuoso di autostima e compiacimento che un bel sorriso sa trasmettere agli altri e soprattutto al proprio umore, riducendo l’ansia causa principale di tutte le fobie.