Alimentazione e Psicologia.

Alimentazione e Psicologia.

Tutti sanno che mangiare in modo sano è basilare per garantire un buon funzionamento del nostro organismo, ma forse molti non sanno che l'alimentazione può avere ripercussioni a livello psicologico. Come osserva il Dott. Cosimo Santi, Psicoterapeuta Firenze, un'alimentazione sana ed equilibrata ha una significativa influenza sul tono dell'umore.

Una recente ricerca condotta dall'Università di Leeds, ha dimostrato che alimentarsi con cibi giusti può migliorare non solo le prestazioni cognitive (memoria, concentrazione, ecc.), ma può anche influenzare sensibilmente il benessere psichico.

La ricerca è stata condotta su un campione di 200 soggetti, maschi e femmine di età compresa tra i 20 e i 60 anni, sottoposti a regimi alimentari diversificati: alcuni hanno consumato liberamente alcuni tipi di alimenti, gli altri hanno consumato in modo controllato altri tipi di cibo.

Gli alimenti toccasana per il cervello, chiamati in questa ricerca “cibi up”, erano: frutta (due porzioni al giorno), verdura (due porzioni al giorno), pesce (tre volte a settimana), frutta secca (semi e noci non salate e non tostate una volta al giorno), cereali integrali (tre porzioni al giorno) prodotti caseari a basso contenuto di grassi e non dolcificati (due porzioni al giorno), pollame (tre porzioni a settimana), uova (tre a settimana) e olio d'oliva (tre cucchiai al giorno).

Questi cibi contengono sostanze che favoriscono la produzione di endorfine, le cosiddette “molecole del piacere”, aiutano il ricambio cellulare dei tessuti nervosi e migliorano la comunicazione tra neuroni. In oltre è stato dimostrato che una dieta ricca di omega-3, assunti attraverso pesci grassi (come sardine, alici, sgombri, ecc.) e frutta secca o semi (come i semi di chia e i semi di lino macinati freschi) hanno effetti positivi sul funzionamento del nostro sistema nervoso centrale.

I “cibi down”, cioè quelli da consumare in modo molto moderato, erano: zucchero, caffeina, alcool, spezie, prodotti caseari stagionati, burro, salumi, fritti e dolciumi industriali (contenenti grassi saturi).

I risultati sono stati chiari: circa l'80% dei partecipanti all'esperimento ha riferito che il fatto di aver modificato la propria dieta aveva inciso in modo positivo sul proprio benessere psichico. All'interno di questa percentuale, il 50% affermava di aver riscontrato un significativo aumento della qualità del tono dell'umore, un altro 26% aveva addirittura percepito una parziale regressione di alcuni sintomi dell'ansia (agitazione, irrequietezza, tachicardia, sudorazione, ecc.) e il restante 24% aveva rilevato un alleviamento di alcuni sintomi depressivi (stanchezza, passività, negativismo, ecc.).

Mangiare in modo regolare tre pasti al giorno, inclusa la colazione, aveva inoltre il potere di esaltare ancora di più i benefici dei cibi up.

Secondo i ricercatori, questo effetto secondario, dipenderebbe dal mantenimento costante della glicemia. Ogni volta che vengono assunti cibi ad alto indice glicemico (come zuccheri e farine raffinate) i livelli della glicemia nel sangue aumentano rapidamente per poi subire una drastica riduzione grazie alla secrezione di insulina.

Dato che il funzionamento del cervello dipende dall'assorbimento di zuccheri dal sangue, il mantenimento costante della glicemia (scegliendo zuccheri che vengono assorbiti lentamente), può aiutare il suo corretto funzionamento.

«In fondo», ha riferito uno dei partecipanti allo studio, «si tratta solo di adottare semplici accorgimenti, poco costosi, da mettere in atto tutti i giorni».

I risultati di questo studio possono incoraggiare nell'adottare stili alimentari più salutari, che hanno benefici non solo sul fisico, ma anche sulla qualità dell'umore.

 

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