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Quando bisogna sottoporsi a una risonanza magnetica nelle Marche

Quando bisogna sottoporsi a una risonanza magnetica nelle Marche

Quando si parla di risonanza magnetica si fa riferimento a un tipo di esame che non è invasivo e che può essere applicato in qualunque campo, grazie alle tecniche di diagnostica per immagini. Usata da circa 30 anni, essa può tornare utile non solo in ambito neurologico per accertamenti relativi al midollo spinale o al cervello, ma anche per tutte le altre sedi anatomiche: è controindicata unicamente per chi porta un pacemaker o clips vascolari cerebrali.

Nel corso dell'esame, che è del tutto sicuro per l'organismo umano, il paziente si trova in un campo magnetico che può essere fino a 15mila volte maggiore di quello terrestre, in virtù del quale i protoni dell'organismo umano acquisiscono energia e cambiano il proprio orientamento; nel momento in cui il campo magnetico viene disattivato, l'energia che gli atomi hanno accumulato viene ceduta, il che comporta l'emissione di un segnale. Questo segnale viene intercettato dalla tecnologia del sistema e convertito in immagini. Vale la pena di ribadire che la risonanza magnetica nelle Marche e in tutto il resto d'Italia non comporta pericoli di alcun genere ed è innocua: ecco perché vi si ricorre per studiare ed esaminare non solo il sistema nervoso centrale, ma anche i muscoli, il torace e tutti gli altri distretti corporei, dal sistema scheletrico alle articolazioni, passando per l'addome.

Chi si sottopone a una risonanza magnetica nelle Marche può avere la certezza di avere a che fare con uno strumento non invasivo: non ci sono, infatti, radiazioni, a differenza di quel che succede con gli esami radiologici. Anche la somministrazione del mezzo di contrasto esclude qualsiasi pericolo, in quanto si tratta di un prodotto contraddistinto da un potere allergizzante contenuto, e in ogni caso più basso di quello che viene usato per le Tac. Il solo aspetto negativo è rappresentato dal fatto che l'esame è piuttosto lungo, dal momento che dura una trentina di minuti, con il paziente che è costretto a rimanere immobile: ma si tratta di una controindicazione minima rispetto ai benefici che un esame accurato e una diagnosi precisa sono in grado di garantire.

Al massimo, possono esserci inconvenienti per le persone che soffrono di claustrofobia, che potrebbero palesare qualche difficoltà nell'adattarsi ad apparecchiature che impediscono di muoversi e che sono abbastanza voluminose. Nonostante ciò, la risonanza magnetica è ormai indispensabile nella maggior parte degli ambiti sanitari, dal campo gastroenterologico al campo ortopedico, dal campo traumatologico al campo neurologico, dal campo cardiologico al campo oncologico.

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