Mastoplastica additiva: in cosa consiste

Uno dei crucci principali delle donne relativamente al loro aspetto fisico, oltre alla temutissima cellulite, è senza dubbio la taglia del proprio seno. Sono tantissime, infatti, coloro che affermano di essere insoddisfatte del proprio decolleté e di voler aumentare il seno almeno di una taglia o due per sentirsi finalmente a loro agio col proprio corpo.

Stando ad un’indagine condotta sul tema qualche anno fa dall’autorevole “The Economist”, pare addirittura che l’Italia sia terza nel mondo per interventi di chirurgia estetica condotti per aumentare il seno. Nel 2011 sono stati condotti solo nel Belpaese circa 820.000 interventi di mastoplastica additiva, un numero decisamente impressionante.

Prima di decidere se questa è realmente la strada giusta da percorrere, però, cerchiamo di capire nel dettaglio in cosa consiste la mastoplastica additiva, come viene effettuata e cosa aspettarci da questo tipo di intervento che, ricordiamolo, è e resta a tutti gli effetti un’operazione chirurgica con tutti i rischi del caso che non vanno mai sottovalutati.

Iniziamo ad ogni modo dalla sua definizione. La mastoplastica additiva, come il nome stesso ci suggerisce, è l’intervento chirurgico mediante il quale, attraverso l’inserimento di apposite protesi, è possibile aumentare il seno. Dopo una o più visite preventive durante le quali il chirurgo esaminerà il seno per capire insieme alla paziente qual è la taglia più adatta alla quale aspirare e come procedere concretamente per le incisioni che permetteranno l’inserimento delle protesi, può avere inizio l’intervento vero e proprio.

Solitamente le incisioni  per aprire la zona e consentire al chirurgo di operare possono essere praticate intorno all’areola o nella zona ascellare. Una volta incisa la parte e cauterizzati i piccoli vasi sanguigni intorno ad essa, il chirurgo ricava una tasca nella quale inserirà le protesi preservando la ghiandola mammaria così da permettere alla donna di allattare in futuro senza problemi.

Per quanto riguarda le protesi, solitamente si tratta di dispositivi molli in silicone. È comunque possibile utilizzare anche altri materiali come l’idrogel o protesi con soluzione salina, a seconda del suggerimento del medico. Una volta terminato il loro posizionamento, si procede poi a ricucire tutti i tessuti, da quelli più profondi a quelli più esterni, applicando poi un bendaggio elastico che manterrà fermo il seno e ridurrà la comparsa del fisiologico edema post-operatorio. Solitamente il bendaggio andrà mantenuto per circa una settimana.

La strada della chirurgia resta comunque un percorso impegnativo che oggettivamente non è adatto a tutti e che non si affronta a cuor leggero. Fortunatamente esistono strade alternative per aumentare il seno senza ricorrere al bisturi. Molto spesso si ritiene che questi metodi non invasivi non siano effettivamente in grado di risolvere il problema ma la realtà è ben diversa. È questo il caso, ad esempio, di una crema per ingrandire il seno in modo naturale che sta riscuotendo un enorme successo di vendite sul web e che mantiene effettivamente le promesse. La possibilità di ricorrere ad un rimedio naturale, decisamente meno costoso e senza rischi per la salute è senza dubbio ciò che sta spingendo migliaia di donne all’acquisto e, visti i pareri entusiastici di chi ha provato il prodotto, c’è da pensare che molte altre sceglieranno di rinunciare all’idea della chirurgia estetica per avere un seno più florido e bello da vedere

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