Paura del giudizio degli altri: perchè non devi preoccuparti

 

La paura di essere rifiutati, di non essere accettati per come siamo sembra che nasca con ogni essere umano. Per qualcuno, addirittura, tale paura è scritta addirittura nel nostro DNA.

Ma quando il terrore di non ricevere giudizi positivi si trasforma in un problema così serio da trasformarci in attori che recitano solo una parte per compiacere gli altri? Quando accade che per preoccuparsi troppo del giudizio degli altri, ci dimentichiamo chi siamo e che cosa vogliamo noi?

La paura del giudizio degli altri

Che cosa penserà di me?”; “Che cosa dirà la gente?”;Che figura ci farò?”, queste le domande più frequenti che si pone chi ha paura del giudizio degli altri. Una paura che impariamo ad avere da piccoli quando cerchiamo di rendere felici mamma e papà facendo cose che non ci piacciono, come ingurgitare tutto ciò che c’è nel piatto anche a costo di farci venire mal di pancia, o ingoiare quel pesce che proprio non va giù, oppure ancora guardare quel noioso programma in TV.

Ci sottoponiamo a questi “martiri” solo per sentirci dire “bravo, sei il tesoro di mamma/papà”.  Ed è proprio questo il tema affrontato nel libro “Alla ricerca delle coccole perdute“ del dottor Giulio Cesare Giacobbe, noto psicologo italiano. Il dottor Giacobbe nel suo libro teorizza che per stare bene l’uomo, a una crescita fisiologica deve sempre far seguire una crescita mentale.

In pratica, per lo psicologo, chi nonostante abbia un fisico da adulto, non è riuscito a sviluppare una personalità adulta, ossia che mentalmente è rimasto sempre un bambino, finisce per essere affetto da nevrosi e depressione.

E così anche da adulti ci si comporta come bambini: si va sempre alla ricerca spasmodica di un cenno di approvazione o di un sorriso, come se fossero le coccole di mamma e papà. Sovente si cresce con l’errata convinzione che per essere gratificati, bisogna mettere in secondo piano se stessi. Allora i genitori non devono gratificare i bambini?

Una domanda alla quale risponde lo stesso dottor Giacobbe. Per lo psicologo, infatti, i bambini sono come vasi inizialmente vuoti, da riempire di amor proprio. Se i genitori non lo riempiono a sufficienza con il loro amore, la loro stima e tanta fiducia in loro, quel vaso resterà vuoto. In questo modo da adulti saranno condannati a cercare sempre qualcuno che riempia quel vuoto, elemosinando approvazione dall’esterno a qualsiasi costo.

Certo, è innegabile che ricevere un giudizio positivo influenzi molto l’umore, aumenti l’autostima e, quindi, regali benessere. Ma davvero bisogna mendicarlo? Davvero bisogna rinnegare se stessi per ottenerlo?

La trappola del “non essere”

Come non dare peso al giudizio degli altri, come affrontare questa paura? Intanto bisogna prendere consapevolezza del fatto che chiedersi sempre se ciò che facciamo o diciamo può piacere o meno agli altri, non è un fatto positivo.

Fare sforzi immani per cercare di essere “adeguati” al contesto in cui ci troviamo, richiede uno sforzo immane e, sovente, tanta finzione. E in questo sforzo mentale finiamo per perdere personalità e spontaneità. E se pure in questa fatica erculea, alla fine riusciamo a “piacere” agli altri, abbiamo perso di vista noi stessi, le nostre emozioni, il nostro stato d’animo. In pratica, per adeguarci agli standard che la società ci impone, finiamo per annullare la nostra vera identità. E così finiamo in un pericolo circolo vizioso: più cerchiamo l’approvazione dagli altri, più aumenta l’ansia essere giudicati in modo negativo.

È la trappola del rinunciare a “essere” per “apparire”. Vale davvero la pena di pagare un prezzo così alto? E c’è un modo per uscire da questa spirale?

Paura del giudizio degli altri, come affrontarla?

Quando sacrifichiamo la nostra spontaneità sull’altare della paura del giudizio altrui, chiudiamo il nostro cuore e ciò ci impedisce di entrare in contatto con noi stessi. Non sentiamo più le domande che dovremmo rivolgerci per aumentare la nostra autostima: “Che giudizio do al mio operato di oggi?; “Di che cosa io ho bisogno?”; ”Di che cosa ho paura?”.

Perciò, più ci si lascia condizionare dal giudizio altrui, più è poca la stima di se stessi. Inoltre, resi sordi e ciechi dall’ansia di piacere, nemmeno ci chiediamo chi è il nostro interlocutore, con chi abbiamo a che fare oppure che tipo di rapporto voglio stabilire io lui o lui con me. Va da sé che tutto questo ci mette in una condizione di assoluta debolezza e vulnerabilità.

Se il giudizio degli altri finisce per invalidare la qualità della propria vita, bisogna intraprendere un percorso terapeutico. In questi casi è di grande aiuto la psicoterapia cognitivo comportamentale la quale concentrandosi sul trattamento diretto del sintomo, mira a modificare i pensieri disfunzionali e, al contempo, a offrire migliori capacità e abilità per affrontare le situazioni che più fanno paura.

Come vincere la paura del giudizio degli altri

La paura del giudizio degli altri si può trasformare in quella fobia sociale descritta come: “Un particolare stato ansioso nel quale il contatto con gli altri è segnato dalla paura di essere malgiudicati e dalla paura di comportarsi in maniera imbarazzante e umiliante”.

L’ansia di piacere può trasformarsi in un disagio talmente opprimente da condizionare in modo rilevante l’agire quotidiano e le relazioni con gli altri. In questi casi l’aiuto di uno psicologo è davvero fondamentale. Uno specialista sa come trattare i disturbi d’ansia generati da questa fobia sociale partendo dalla psicoterapia cognitivo comportamentale.

Chi soffre di un vero e proprio disturbo associato al timore del giudizio, non deve preoccuparsi perché può ottenere un intervento efficace anche online. Sono tanti gli psicologi come la Dott.ssa Monia Ferretti, Psicologa e Psicoterapeuta, con esperienza decennale, che grazie anche alla consultazione online (http://www.lopsicologoonline.it/) riescono a intervenire in modo tempestivo e specifico su emozioni, comportamenti, paure, aiutando a gestire l’ansia e a migliorare la capacità di gestire relazioni ed esistenza. In altre parole un bravo psicologo ci prende per mano e gradualmente ci conduce alla scoperta del segreto più importante per stare bene con se stessi e con gli altri: amare se stessi.

 

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